Piccole storie carinesi

 

.....storie, storielle e curiosità, " in diretta" da Carini

La bandiera di via Passo d' Acqua

__________

5 Maggio 1972 La strage di Montagna Longa

__________

Lillina e Vituzzu

__________

" I 'ncuri "

__________

La filosofia di nonna Caterina

__________

La grande boxe a Carini

__________

Le corse dei cavalli

__________

La famiglia Pistone

__________

Santi Cosma e Damiano

__________

U zu Ninu ru gelatu

__________

Festa dei morti

__________

Natale di un tempo

__________

Carini il paese della manna

__________

Il Carnevale di una volta

__________

Roberto Basile

__________

Vito 'u Panillaru

__________

Totuccio Aiello

__________

Il matrimonio di una volta

__________

La mamma dei Carinesi

__________

Suor Alessandra

__________

 

 

 

 La bandiera

L' ispirazione di questa sezione parte proprio da una bandiera: vi siete mai chiesti cosa ci fa quella bandiera, bianco rossa e verde, si proprio il nostro tricolore nazionale, in via Passo d' Acqua ,la strada che da via R.Pilo porta verso Villa Belvedere??? Sarà forse un ricordo dei mondiali di Calcio appena vinti? Sarà forse soltanto un elemento decorativo di un bel giardino di rose e limoni?

 

Facciamo un passo indietro nel tempo.......

La bandiera, è con essa i suoi colori predominanti, è stata sempre simbolo della propri patria: distingue il proprio stato negli avvenimenti ufficiali  siano essi  sportivi, religiosi,umanitari. Essere legati alla propria bandiera e difenderla significa dunque essere fieri di appartenere a cio' che quella bandiera simboleggia, alla tradizioni e ai valori che porta con se, anche se oggi, almeno sulla carta, siamo tutti cittadini  europei e, grazie alla globalizzazione, del mondo intero.

 

Tornando alla nostra bandiera di via Passo D' Acqua ....

Questa bandiera è stata collocata dal sig. Giacomo Lo Piccolo, che molti di voi conosceranno per la sua simpatia e disponibilità verso il prossimo. Giacomino, poco più che diciottenne, entra a far parte dell' arma dei Carabinieri, assolvendo  con grande spirito di sacrificio i doveri che il suo ruolo imponeva e, facendosi largo tra gli altri colleghi, riesce  ad ottenere un posto di prestigio, diventa autista, al servizio di vari ufficiali e colonnelli.  Un futuro dunque assicurato e pieno di soddisfazioni. Sennonché, allo scadere dei tre anni, tempo dopo il quale si decide se " mettere firma" e rimanere nell' arma oppure andare via, Giacomino si trova davanti ad un bivio: rimanere e aspettare fino a trent' anni per potersi sposare, come da regolamento....o mollare tutto, cercare un nuovo lavoro e correre a sposare la fidanzata Antonina???? Giacomino diviso, combattuto tra l' attaccamento al suo lavoro, o meglio al suo dovere, di carabiniere e la voglia di mettere su famiglia, scelse l' ultima strada, visto anche che sin da piccolo era rimasto senza madre e nel suo cuore ardentemente desiderava ritrovare quel calore familiare che  si era  perso per la prematura scomparsa della mamma.

Ma un parte del suo cuore è sempre rimasta legata all' arma dei carabinieri, alle sue tradizioni, ai valori di patria e di dovere: è iscritto all' associazione carabinieri in congedo, partecipa a tutte le manifestazioni ufficiali e, tra le altre cose, è anche donatore di sangue( gli è stata conferita la medaglia d' oro per aver superato le 50 donazioni).

Quella bandiera rappresenta tutto questo: quando passate da via Passo d' Acqua, alzate gli occhi e la  vedrete sempre sventolare, pronta a ricordare che infondo la vita va vissuta per le cose in cui si crede.

                                                                                 Pino Mignano