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Piccole storie carinesi
.....storie, storielle e curiosità, " in diretta" da Carini |
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La bandiera di via Passo d' Acqua __________ 5 Maggio 1972 La strage di Montagna Longa __________ __________ __________ La filosofia di nonna Caterina __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________
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La filosofia di nonna Caterina
La chiamai : “ Nonna !!!!!...Vieni a sederti qui accanto a me, che c’e’ un aria buona.”. Allora Caterina si avvicinò, con fare abbastanza affannato e mi chiese dove fosse andata Pina(mia mamma). Io la rassicurai, dicendo che era scesa a sistemare alcune cose in magazzino e che tra un pò sarebbe risalità ( non era vero, ma era l’ unico modo per farla stare quieta e per non farle pesare la mancanza di mia mamma). Poi vedendo che in viso era ancora un pò stanca e che sudava fredda forse per un calo di zuccheri le dissi: “ Nonna , ti va un dolce ? Ne sono rimasti alcuni di ieri nel frigo”. Caterina, essendo sempre stata golosa di dolci, non se lo fece dire due volte. Appena finì di gustarsi un dolce alla frutta accompagnato da un succo fresco, si senti subito meglio. Intanto l’ aria di maggio riempiva i polmoni e rendeva ancora più spettacolare il panorama del golfo di Carini, che si gode dalla terrazza.“ Nonna ti senti meglio????” -le chiesi-, “Il dolcino era davvero buono, ci voleva proprio!!!!- esclamò. Poi disse:” Io finchè sono in grado di darmi aiuto, mi do aiuto, poi se Dio vuole che vada, andrò, ma per il momento cerco di acchiappare quello che posso acchiappare”. Affermazione questa che mi lascio molto colpito. Caterina è stata sempre una donna amante dei piaceri della vita, piaceri legate alle piccole cose di ogni giorno. I suoi modi di fare gentili, quasi regali, difficilmente si ritrovano al giorno d’ oggi. Ma sono sicuro che si sarebbe trovata a suo agio anche in occasioni mondane, se non fosse stato per mio nonno, un gran lavoratore, un uomo dal cuore grande, ma pur sempre un uomo di campagna rude nei suoi gesti e burbero: passavano intere giornate a litigare, ma non certo per cose importanti, frivolezze quotidiane e noi nipoti ci divertivamo tanto a guardarli.
Poi dopo una pausa le chiesi: “ Nonna, pensi spesso a Nonno Nino ?” - “ Certo- rispose - come faccio a scordarmelo!!!!” E tirando un grosso respiro esclamò: “ Guarda che mistero! Come si fa a voler bene un altro uomo, amare uno che per te prima non era niente e che poi diventa tutto “ . …...Se l’ affermazione precedente mi aveva colpito,figuriamoci questa. Una donna alla soglia dei cento anni, prossima ad abbandonare questo mondo, rimane ancora stupita di fronte alla vita e si interroga, con la curiosità di un adolescente, sul senso dell’ amore e della vita convinta che di questi doni dobbiamo cogliere fino in fondo tutti i frutti, anche tra mille difficoltà, anche quando la nostra bellezza ha lasciato il posto alle rughe ed i piccoli gesti quotidiani sembrano montagne insuperabili. Grazie nonna per la bella lezione di vita e grazie per avermi fatto trascorrere una bellissima mattina di maggio, di cui conserverò sempre il ricordo. Pino 08/07/2009
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