Piccole storie carinesi

 

.....storie, storielle e curiosità, " in diretta" da Carini

La bandiera di via Passo d' Acqua

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5 Maggio 1972 La strage di Montagna Longa

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Lillina e Vituzzu

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" I 'ncuri "

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La filosofia di nonna Caterina

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La grande boxe a Carini

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Le corse dei cavalli

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La famiglia Pistone

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Santi Cosma e Damiano

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U zu Ninu ru gelatu

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Festa dei morti

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Natale di un tempo

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Carini il paese della manna

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Il Carnevale di una volta

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Roberto Basile

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Vito 'u Panillaru

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Totuccio Aiello

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Il matrimonio di una volta

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La mamma dei Carinesi

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Suor Alessandra

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La filosofia di nonna Caterina

Un lunedì mattina, avendo  mezza giornata libera, rimango a casa e mi metto ad aggiornare il sito. Mia mamma, dovendo uscire, mi chiede di dar un occhiata ogni tanto a  nonna Caterina, che sta riposando. Dopo circa  10 minuti, salgo su a vedere cosa Caterina ( chiamo sempre cosi nonna in maniera affettuosa) stesse facendo. La trovo mentre esce dal bagno e incomincia  la sua solita ricerca disperata di mamma, la quale non ha il tempo neanche di uscire. Caterina ha ormai 94 anni. Nel 2000 il suo Nino l’ ha lasciata, dopo quasi cinque anni di malattia, passati in un letto. A parte gli acciacchi di vecchiaia e qualche problema con la pressione, per il resto ha ancora una buona memoria, che funziona però a “ fasi alterne”, alterna cioè fasi di lucidità a fasi in cui è quasi assente e non ricorda nulla,  facendo fatica a riconoscere persino i familiari. Sono stato sempre legato a lei, anche perché ha sempre vissuto con noi a casa e quando posso le sto un po’ accanto .

La chiamai : “ Nonna !!!!!...Vieni a sederti qui accanto a me, che c’e’ un aria buona.”. Allora Caterina si avvicinò, con fare abbastanza affannato e mi chiese dove fosse andata Pina(mia mamma). Io la rassicurai, dicendo che era scesa a sistemare alcune cose in magazzino e che tra un pò sarebbe risalità (  non era vero, ma era l’ unico modo per farla stare quieta e per non farle pesare la mancanza di mia mamma). Poi vedendo che in viso era ancora un pò stanca e che sudava fredda forse per un calo di zuccheri le dissi: “ Nonna , ti va un dolce ? Ne sono rimasti alcuni di ieri nel frigo”. Caterina, essendo sempre stata golosa di dolci, non se lo fece dire due volte. Appena  finì di gustarsi un dolce alla frutta  accompagnato da un succo fresco, si senti subito meglio. Intanto l’ aria di maggio riempiva i polmoni e rendeva ancora più spettacolare il panorama del golfo di Carini, che si gode dalla terrazza.“ Nonna ti senti meglio????” -le chiesi-, “Il dolcino era davvero buono, ci voleva proprio!!!!- esclamò. Poi  disse:” Io finchè sono in grado di darmi aiuto, mi do aiuto, poi se Dio vuole che vada,  andrò, ma per il momento cerco di acchiappare quello che posso acchiappare”. Affermazione questa che mi lascio molto colpito. Caterina è stata sempre una donna amante dei piaceri della vita, piaceri legate alle piccole cose di ogni giorno. I suoi modi di fare gentili, quasi regali, difficilmente si ritrovano al giorno d’ oggi. Ma sono sicuro che si sarebbe trovata a suo agio anche in occasioni mondane, se non fosse stato per mio nonno, un gran lavoratore, un uomo dal cuore grande, ma pur sempre un uomo di campagna rude nei suoi gesti e burbero: passavano intere giornate a litigare, ma non certo per cose importanti, frivolezze quotidiane e noi nipoti ci divertivamo tanto a guardarli.

Poi dopo una pausa le chiesi: “ Nonna, pensi spesso a Nonno Nino ?” - “ Certo- rispose - come faccio a scordarmelo!!!!” E tirando un grosso respiro esclamò: “ Guarda che mistero! Come si fa a voler bene un altro uomo, amare uno che per te prima non era niente e che poi diventa tutto “ . …...Se l’ affermazione precedente mi aveva colpito,figuriamoci questa. Una donna alla soglia dei cento  anni, prossima ad abbandonare questo mondo, rimane ancora  stupita di fronte alla vita  e si interroga, con la curiosità di un adolescente, sul senso dell’ amore e della vita convinta che di questi doni  dobbiamo cogliere fino in fondo tutti i frutti, anche tra mille difficoltà, anche quando la  nostra bellezza ha lasciato il posto alle rughe ed i piccoli gesti  quotidiani sembrano montagne insuperabili. Grazie nonna per la bella lezione di vita e grazie per avermi fatto trascorrere una bellissima mattina  di maggio, di cui conserverò sempre il ricordo.

 

Pino 08/07/2009