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Piccole storie carinesi
.....storie, storielle e curiosità, " in diretta" da Carini |
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bandiera di via Passo d' Acqua __________ 5 Maggio 1972 La strage di Montagna Longa __________ __________ " I 'ncuri " __________ La filosofia di nonna Caterina __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________
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C’erano una volta le corse dei cavalli... Quando Rocky sfidava Adriana e Del Piero batteva Ronaldo L' arrivo del mese di settembre segna il ritorno dalle ferie e alle abitudini che ci accompagnano tutto l'anno, ma questo non vale per i Carinesi per i quali questo mese significa soprattutto la festa del Santissimo Crocifisso. Accanto alla festa religiosa e alla solenne processione, i festeggiamenti sono stati da sempre caratterizzati da eventi musicali e altri appuntamenti di “contorno”. Fino al 1998, l’evento profano saliente era rappresentato dalle corse dei cavalli, tradizione popolare di grande richiamo che rappresentava per tutta la comunità carinese un momento di aggregazione sociale; la manifestazione in quest’anno rivide la luce dopo oltre dieci anni di stop voluto dall’allora Alto Commissariato per la lotta alla mafia, che ne decretò per tanti anni la soppressione per rischio di infiltrazione mafiose e scommesse clandestine.Le corse dei cavalli in provincia di Palermo rappresentavano il momento clou di tante feste patronali; le origini di queste gare affondano le radici addirittura nel Settecento. A Palermo si svolgevano nel corso di tante edizioni del Festino di Santa Rosalia fino alla seconda meta dell’Ottocento; da allora la tradizione è stata interrotta per la città, rimanendo un usanza per i paesi della provincia; la “ripresa” di quell’anno fu determinata sia per le mutate condizioni che avevano portato alla revoca sia per l’assunzione di responsabilità di diversi sindaci del comprensorio palermitano. Ma fu solo un fuoco di paglia, perché da quell’anno questa tradizione venne inesorabilmente a cessare. Le gare a Carini si svolgevano nei tre giorni della festa (12-13-14 settembre) in base all’età dell’animale; tra due ali di folla del percorso ricavato dal Corso Italia la partenza era fissata dapprima nei pressi dell' incrocio con la via Palermo, per poi essere via via spostata, prima all' altezza delle scuole e poi in prossimità della curva che vede oggi qui ubicata la sede della Banca Nuova. Quello che per tutti i carinesi rappresentava “l’evento” era preceduto dalla rituale processione delle autorità guidate dal primo cittadino e del comitato organizzatore dalla piazza Duomo fino al palco dello starter, con l’accompagnamento della locale banda musicale. I cavalli, una volta partiti dovevano affrontare, la salita di corso Garibaldi, che metteva a dura prova la resistenza del cavallo e l' abilità del fantino che doveva evitare in primis di lasciare il cavallo “scosso” arrivare da solo al traguardo. Il trofeo più ambito era la corsa bandiera che rappresentava il Palio di Carini, uno stendardo recante le effigie del SS. Crocifisso; oltre a varie targhe e coppe, ai vincitori andava anche un premio in denaro. Durante le gare la tensione tra proprietari e fantini era sempre molto alta, perché ognuno voleva conquistare la leadership locale; molto spesso si assistevano a vere e proprie liti tra i vari proprietari di cavalli, ma fortunatamente tutto si risolveva con la classica grande cena rappacificatrice tra tutti gli addetti ai lavori. Tra gli organizzatori delle corse si ricordano Pippinu Ciuri, Paolo Canale (Oliveri Paolo) e il figlio “Cola”, “Cudduzzu” di Casteldaccia, “Fofo' Ammirata”, i fratelli Turco. Tra i fantini: Tumminia detto “Pinocchio” di Palermo, “Pitrineddu” (Candela Pietro) di Carini, “Asparino” di Montelepre, Ruggeri Salvatore di Carini scomparso prematuramente per una caduta dal cavallo durante uno dei tanti allenamenti, “ Sulino “ e “ Tanino” di Castellammare del Golfo, “Sciarda Paolo”. Tra gli allevatori e appassionati: i fratelli Gambino, Zimbardo Ciccio, Ferdinando Lo Piccolo, i fratelli “ Addazzi”, “Pinuzzu u’ luongu” ( Pino Sgroi ), “U partinicotu”(Lombardo), “Toto' Tanguni”( Buzzetta ), Cottone e tanti altri. E poi come non ricordare i veri protagonisti delle corse, i cavalli, che con i loro bizzarri nomi suscitavano l’ilarità e la curiosità di tutti gli spettatori, quando su gli 800 metri del percorso si sfidavano “Rambo”, “Rocky”, “Adriana”,”MacQuin” e “Lacky Luciano”. Tanti sono gli episodi che hanno accompagnato lo svolgimento delle gare, momenti raccontati dalle cronache locali, a volte tragici, a volte anche buffi: ad esempio un anno un cavallo imbizzarrito non si fermò all' arrivo posto alla fine di corso Garibaldi, ma continuò a correre andando a sbattere contro un’ abitazione di via Piave, determinandone purtroppo l’abbattimento; in un’ altra occasione invece un cavallo travolse uno spettatore scaraventandolo a terra; subito soccorso da un carabiniere, il militare vide che il malcapitato aveva la mascella fuori asse, cosi cercò di rimettergliela a posto, ma lo spettatore farfugliando gli fece capire che quella era una malformazione che aveva da tempo. La scena naturalmente provocò tante risate tra i presenti, determinandone un aneddoto che ancora oggi viene ricordato. Da un paio d' anni si è costituito un nuovo comitato, denominato "Palio Città di Carini", composto da professionisti, artigiani, medici, e studenti guidato dal signor Costantino Musso, meccanico di professione ma grande appassionato di cavalli; l’idea è quella di far rivivere questa antica tradizione, che oltre agli aspetti puramente sociali, rappresenterebbe un incentivo economico per diverse attività commerciali interessate dall’evento. Malgrado l’impegno profuso, adempiendo a tutti gli obblighi di legge, l’autorizzazione alla manifestazione è stata puntualmente negata. Un tempo era tutto più semplice, per delimitare il percorso bastavano soltanto delle corde, aldilà delle quali si sistemava il pubblico, che a onor del vero aveva molto più rispetto e senso civico. Di questa manifestazione sportiva ci rimarrà per sempre il ricordo di giornate passate in allegria, il ricordo di giornate passate con i nonni, il ricordo di un paese in festa dall’alba fino alle prime ore della sera. Si ringrazia il sig. Gelardi Giuseppe ( Piddu-Piddu ) appassionato di cavalli per la gentile e preziosa collaborazione. |