Piccole storie carinesi

 

.....storie, storielle e curiosità, " in diretta" da Carini

La bandiera di via Passo d' Acqua

__________

5 Maggio 1972 La strage di Montagna Longa

__________

Lillina e Vituzzu

__________

" I 'ncuri "

__________

La filosofia di nonna Caterina

__________

La grande boxe a Carini

__________

Le corse dei cavalli

__________

La famiglia Pistone

__________

Santi Cosma e Damiano

__________

U zu Ninu ru gelatu

__________

Festa dei morti

__________

Natale di un tempo

__________

Carini il paese della manna

__________

Il Carnevale di una volta

__________

Roberto Basile

__________

Vito 'u Panillaru

__________

Totuccio Aiello

__________

Il matrimonio di una volta

__________

La mamma dei Carinesi

__________

 

 

 

 

IL MATRIMONIO DI UNA VOLTA

di Pino Mignano

 

 

Nel tempo sono cambiati riti ed usanze legate al giorno piu' bello, e forse anche il valore che si dà a questo grande passo. Ai tempi dei nostri genitori non c' era certamente la libertà di cui godiamo oggi, ma forse proprio per questo ogni passo, ogni singola tappa assumeva un significato e rappresentava una metà raggiunta.
Il fidanzamento ad esempio avveniva dopo un lungo corteggiamento, e avveniva dopo un lungo rituale: bastava uno sguardo, magari durante un evento mondano, una processione o una festa, per far capire alla ragazza le proprie intenzioni, poi era la sorella o un amico a svolgere il ruolo di “messaggero”. Una volta che l' unione era ufficile occorreva il fidanzamento “ in casa”; lo sposo con la propria famiglia si recava dalla casa della ragazza e lì, dopo aver portato il classico anello e l' immancabile composizione di fiori, si procedeva alla “spiegazione “ del matrimonio, cioè si decidevano i dettagli, le modalità e i tempi per il grande giorno. In queste occasioni il fidanzato non poteva mai sedersi accanto alla ragazza, in mezzo stava sempre qualcuno (di solito la suocera ) e in occasione di passeggiate doveva esserci sempre qualcuno che facesse da “ palo” guardando a vista i due innamorati.
 
Alla ragazza fin da giovane veniva insegnata l' arte del ricamo e del cucito, per procedere alla realizzazione del corredo (dote) mentre alla famiglia dello sposo correva l' obbligo di provvedere alla casa e a tutto il necessario per arredarla. Tutto questo avveniva quando l' amore dei due ragazzi veniva benedetto e approvato dalle due famiglie, quando invece intoppi non permettevano la loro unione, vuoi per motivi economici, vuoi per rivalità tra le stesse famiglie, si ricorreva alla “fuitina”, che poteva pure essere “furziva”, rappresentando praticamente un sequestro di persona.
Precedeva il matrimonio a “robba appizzata”, ossia l' esposizione del corredo nella casa della sposa, per tre giorni alla fine dei quali avveniva a “scinnuta ra robba” con la classica sfincionata finale. L' indomani tutto il corredo, che doveva essere costituito da una precisa quantita minima di lenzuola, tovaglie ed indumenti intimi, veniva portato con grosse ceste dalla casa della sposa alla nuova abitazione; questo compito veniva svolto da i “vastasi”, portantini che giornalmente stazionavano in Piazza Duomo.
Il giorno del matrimonio cominciava presto con il rito della vestizione della sposa e della pettinatura della stessa : tutto il quartiere che l' aveva vista nascere era in festa, perchè era come se si stesse sposando una di famiglia (“u vicinatu è parentela” si soleva dire). Lo sposo si recava a braccetto con la madre a piedi presso la casa dell’amata, seguiti da tutta la famiglia in corteo; una volta che la sposa usciva sotto braccio al papà, il corteo ampliato a tutte e due le famiglie, s’incamminava verso la chiesa prescelta per la funzione religiosa. Dopo il rito solenne, la giornata continuava con il rinfresco, svolto presso delle sale appositamente dedicate, quali quella sotto il castello, ai “cappuccini”, “o Rusario” in via Badalamenti, “o Passalacqua” nei pressi della “cascata”.
Oggi tante di queste tradizioni appaiono superate, facendo passare forse in secondo piano il significato reale di questo grande passo. Dei matriomoni del passato rimangono solo alcune foto ingiallite, l' unica cosa che ci si puo' augurare è quella di ereditare il senso forte della famiglia, un valore oggi messo a dura prova e al quale bisogna ridare quel ruolo di primo piano nella società, prestando attenzione naturalmente agli interessi e alle ambizioni dei singoli individui che la compongono.