
Tratto
dal periodico " Il Carinese " - www.ilcarinese.it
di Giovanni Sansone
Continua
il nostro viaggio, che mensilmente ci porta alla scoperta di nuovi
talenti, nuovi personaggi carinesi che si distinguono nel loro percorso
artistico, sociale, umano.
Questo mese parliamo di un giovane musicista, Roberto Basile, che della
sua passione ha fatto un vero e proprio lavoro. La passione per la musica
prende l'anima del nostro giovane concittadino, che già all'età di dieci
anni, mentre era in macchina con papà Salvatore, mamma Girolama e il
fratellino Daniele, durante una passeggiata nella limitrofa cittadina di
Capaci, vede la banda musicale che stava suonando dietro una processione;
è in questo momento che scatta quel “qualcosa” di magico che “rapendolo”
nel profondo lo porta a chiedere al padre di voler prendere delle lezioni
di pianoforte; ma il genitore non è proprio d’accordo cosi lo iscrive alla
banda musicale “Vincenzo Bellini”, che in poco tempo gli consente di
imparare uno strumento a fiato.
Roberto
inizia gli studi musicali con il Maestro Vito Cataldo, un incontro che
come lui stesso ci ha riferito mai riuscirà a dimenticare; in quell'occasione
il maestro per testare un po' l'orecchio musicale del nostro protagonista,
inizia a fare dei ritmi con l’ausilio delle mani, ma questo primo
esercizio risulta tutt’altro che facile al giovane Roberto. Per nulla
sconfortato inizia comunque gli studi, imparando inizialmente l'euphonium
(detto anche bombardino), uno strumento in ottone, successivamente
rimpiazzato dal trombone da tiro, un altro strumento in ottone,
insegnatogli tramite delle lezioni private dallo stesso maestro, che
seppur abbia nel frattempo abbandonato la banda del paese, rappresentava
per lui un vero punto di riferimento. A tredici anni Roberto inizia a
frequentare il conservatorio di musica “Vincenzo Bellini” di Palermo,
studiando con il Maestro Roberto Bianchi e successivamente con il Maestro
Giuseppe Bonanno, diplomandosi con un anno di anticipo nel 2006 a soli 19
anni.
Da
subito si dedica al trombone basso perfezionandosi con insigni trombonisti
quali Giuseppe Grandi trombone Basso del Teatro alla Scala di Milano,
Gianluca Gagliardi trombone basso del Teatro Massimo di Palermo, Andrea
Conti 1° trombone dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma,
Jacques Mauger, trombone solista Internazionale e docente presso il
Conservatorio Superiore di Musica di Parigi e tanti altri maestri di
livello internazionale.
Dal 2004,
all'età di 18 anni, nonostante la giovane età, è vincitore di importanti
audizioni, presso l'Orchestra Giovanile Italiana, il Teatro Massimo di
Palermo e il Teatro alla Scala di Milano, e dal 2004 al 2006 mentre era
membro della stessa Orchestra Giovanile Italiana, studia presso la Scuola
di Musica di Fiesole con il Maestro Guido Corti e il Maestro Robert Tucci,
dove fra l’altro riceve la qualifica di “Professore D'Orchestra”, vincendo
per due anni consecutivi una borsa di studio indetta dalla stessa scuola.
Questi sono anni di grande crescita sia artistica che umana, e le svariate
esperienze in giro per il mondo (Austria, Stati Uniti, Germania, Giappone,
Svizzera e Spagna), non hanno fatto altro che accrescere il “bagaglio” del
nostro Carinese del Mese, che da giovane musicista si trovava a suonare a
accanto ad artisti molto più esperti con molti anni di professione alle
spalle.
Diretto da maestri di prestigio internazionale come Riccardo Muti, Daniel
Oren, Daniel Barenboim e tanti altri, collaborando anche con personaggi
come Lucio Dalla, Noemi, Sagi Rei, Josè Cura, Mariella Devia, Rossella
Brescia, Carla Fracci, Eleonora Abbagnato, Giuseppe Picone e Cristina
Comencini, sono per il carinese Roberto Basile un vanto di cui essere
fieri, malgrado sia appena all’inizio della propria carriera.
Lo
scorso dicembre è stato protagonista del concerto di Natale nel palazzo
del Senato, diretto dal maestro Riccardo Muti e andato in onda su Rai Uno
in diretta nazionale; senz’altro un’esperienza indimenticabile, e
artisticamente di grande spessore vista soprattutto la carismatica
direzione del maestro napoletano. La storia di Roberto Basile tutti si
augurano possa seguire l’importante percorso iniziato con tanti sacrifici
personali e soprattutto familiari, verso quel successo che ci possa far
esclamare
“Lui... è uno che c’è la fatta”
