Piccole storie carinesi

 

.....storie, storielle e curiosità, " in diretta" da Carini

La bandiera di via Passo d' Acqua

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5 Maggio 1972 La strage di Montagna Longa

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Lillina e Vituzzu

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" I 'ncuri "

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La filosofia di nonna Caterina

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La grande boxe a Carini

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Le corse dei cavalli

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La famiglia Pistone

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Santi Cosma e Damiano

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U zu Ninu ru gelatu

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Festa dei morti

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Natale di un tempo

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Carini il paese della manna

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Il Carnevale di una volta

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Roberto Basile

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Vito 'u Panillaru

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Totuccio Aiello

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Il matrimonio di una volta

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La mamma dei Carinesi

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Suor Alessandra

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  La piccola storia di un uomo semplice, Totuccio Aiello                              

da " Il carinese" di aprile- www.ilcarinese.it

di Pino Mignano

Uno dei tanti skecth di Totuccio assieme agli altri componenti de " Los Sbandatos "

 

Totuccio Aiello nel ricordo di Antonio Oliveri

Di Totuccio Aiello ricordo con gioia la sua forza d’ animo nella quale nascondeva il suo dolore fisico : la sua è stata un altalena di sofferenza e sorriso. Tanti anni fa l’ accompagnai a Londra per l’ intervento chirurgico. Sono stato con lui per una settimana, poi sono rientrato per motivi di lavoro. Ricordo che quando siamo passati sopra le Alpi, l’ aereo ha avuto dei sussulti e lui si attaccò alla mia mano stringendola forte e mi confidò che una volta giunti in clinica si sarebbe dovuto cambiare il sacchetto in quanto si era fatto addosso. Andammo in un ristorante, mangiando la bolognese, un pasticcio di lasagne e bevendo una bottiglia di Chianti, mi disse quanto era importante e dolce il pane o la cipolla della nostra terra: non aveva valore nient’ altro. Una mattina, mentre il medico spiegava in inglese l’ uso di alcuni materiali che si dovevano adoperare dopo l’ intervento, io cercavo di tradurre cercando di rimanere serio, in quanto lui continuava a riempirlo di parolacce in dialetto siciliano. Una mattina si fece una foto vestito solo di una camicia e in mano il proprio catetere vescicale ( questa foto purtroppo non la si trova più). Ho partecipato con lui in varie commedie : mi ricordo in una scena in cui il conte Ugolino mangia i propri figli, lui invece di mimare un morso, me lo diede sul serio, provocando l’ ilarità di tutta la platea oppure in un'altra occasione quando gli diedero un cannolo pieno di peperoncino, e lui impassibile, lo mangiò ma poi uscendo di scena prese a tutti per cornuti. Era un tifoso sfegatato della Juve e al bar Mignano era ormai diventata una simpatica  “ macchietta” mattutina. Sarebbero tante le cose da scrivere su di lui( vedi esperienze teatrali a Villabelvedere) ma preferisco che altri continuino a parlare di lui. Io preferisco ricordarlo come era in quella stanza nella clinica a Londra, sorridente, sereno e soprattutto come uomo che non voleva essere compatito o commiserato, perché lui era prima di tutto, il solo, l’ unico, Totuccio Aiello.

         

                                                                                            Antonio Oliveri