Piccole storie carinesi

 

.....storie, storielle e curiosità, " in diretta" da Carini

La bandiera di via Passo d' Acqua

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5 Maggio 1972 La strage di Montagna Longa

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Lillina e Vituzzu

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" I 'ncuri "

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La filosofia di nonna Caterina

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La grande boxe a Carini

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Le corse dei cavalli

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La famiglia Pistone

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Santi Cosma e Damiano

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U zu Ninu ru gelatu

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Festa dei morti

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Natale di un tempo

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Carini il paese della manna

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Il Carnevale di una volta

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Roberto Basile

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Vito 'u Panillaru

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Totuccio Aiello

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Il matrimonio di una volta

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La mamma dei Carinesi

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Suor Alessandra

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VITO U' PANILLARU: UN'ARTISTA CHE NON T'ASPETTI

Tratto dal periodico " Il Carinese " - www.ilcarinese.it

di Pino Mignano

 

Il nostro appuntamento alla scoperta dei personaggi locali, queste mese parte da via Roma, dove nasce una pizzeria chiamata “Pizz Art”; sicuramente qualche volta vi siete entrati per mangiare un bel panino con le panelle o lo squisito “pani ca meusa”, ma probabilmente non vi siete chiesti il motivo di questa estrosa denominazione. La storia parte da lontano.

Antonio Vito Badalamenti, il proprietario, per tutti “ Vitu u Panillaru “, ha un infanzia difficile, essendo cresciuto senza la mamma, morta in giovane età. Uno zio decide di portarlo con se in Venezuela e lì inizia a lavorare come indoratore, poi in un ristorante ed infine apre una pescheria. Ma il legame con la terra natia è troppo forte, quindi ritorna a Carini, si sposa e mette su’ famiglia. Apre la prima pizzeria accanto alla chiesa del Rosario (1968), poi sposta la sede in piazza; sono gli anni in cui Vito viene conosciuto per le sue specialità, pizza a taglio e arancine, apprezzate quotidianamente da carinesi e villeggianti, che in quell’angolo di piazza riscoprono un momento di bontà.
La pizzeria rimane aperta fino al 1992, anno in cui il nostro protagonista, in seguito ad una serie di problemi personali, chiude l' attività. Una grande forza di volontà lo aiuta a superare questo momento per “ripartire” nel percorso della vita; in questo periodo di transizione Vito riscopre la sua innata creatività, una pulsione che partendo dall' interno lo sprona a realizzare e a plasmare quello che in quel momento sente. In una prima fase, che potremmo definire “ecologista”, realizza delle opere con materiali riciclati quali carta, plastica, ferro, dedicandosi anche al restauro di vecchi mobili e alla sperimentazione di tecniche innovative di pittura. La sua attenzione si sposta da tutto ciò che è concreto e tangibile a tutto quello che ha a che fare con l' infinito (lo spazio, Dio e il Cristianesimo in particolare); i quadri che realizza sono risposte materiali alle domande che il suo “io” si pone, la luce sembra uscire fuori dai limiti imposti dalla cornice ed esplode con tutta la sua potenza verso l’osservatore, che viene quasi “rapito”, diventando un tutt' uno con l' opera stessa.
Sono di questo periodo opere quali “Mistero”, “Laser”, “Resurrezione”, “Ciclone”, “Astronave”.
 
Intanto matura nella sua mente l' idea di aprire una nuova pizzeria ed è qui che dovendo decidere quale nome dare alla sua attività, un amico gli consiglia di mettere “Pizz Art” in riferimento sia alla sua passione per l' arte, ma anche all' arte della sua professione ufficiale, quello del pizzaiolo, considerata essa stessa un’ arte. In una fase successiva realizza opere dedicate ai paladini Orlando e Rinaldo e al mondo cavalleresco, ma da buon Carinese appassionato della storia del proprio paese, realizza alcune opere dedicate alla vicenda della baronessa Laura (il quadro Anniversario), e entrando nell’attività commerciale, questa ispirazione è visibile per le decorazioni murarie. Oltre alla pittura, si dedica alla stesura di diverse storie e storielle (al momento in fase di revisione) che presto spera di pubblicare. L' ultima fase, attualmente in corso, è a sfondo religioso: usando stucco misto a gesso stà riproducendo diverse scene tridimensionali del vangelo dall' “Annunciazione”, al “Battesimo di Gesù nel fiume Giordano”, dalla “Via del Calvario” alla “Crocifissione e alla Resurrezione”. Ma è nell' ultima opera “La pietà”, che l' artista dà il massimo di se stesso. Ispirandosi alla Pietà del Michelangelo, mostra il Cristo appena spirato tra le braccia della madre.


Il signor Badalamenti ha partecipato a livello locale a tante manifestazioni a sfondo artistico, dimostrandosi un’artista eclettico (il presepe realizzato interamente con l’impasto della pizza ne è la dimostrazione) che “colpisce” per la sua grande passione per l’arte e per quel suo spirito di uomo innamorato della vita e di tutte quelle bellezze che essa sa offrire.
Un artista che dietro il bancone della rosticceria NON TI ASPETTI, che ci spiega nel suo scritto inedito “ Il tormento dell’ artista”,  cosa è l’ inspirazione:  "Arriva all’ improvviso, quando meno te lo aspetti;  una smania pervade il tuo corpo, è un forza che spinge per venire fuori. E allora ti isoli dal resto del mondo e cerchi di concretizzare quelle sensazioni che finalmente escono e si materializzano in un opera, e poi stanco ti soffermi ad ammirarla, proprio come una donna che ha appena dato luce ad una nuova vita.
 
Pino Mignano -Marzo 2010