Piccole storie carinesi

 

.....storie, storielle e curiosità, " in diretta" da Carini

La bandiera di via Passo d' Acqua

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5 Maggio 1972 La strage di Montagna Longa

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Lillina e Vituzzu

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" I 'ncuri "

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La filosofia di nonna Caterina

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La grande boxe a Carini

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Le corse dei cavalli

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La famiglia Pistone

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Santi Cosma e Damiano

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U zu Ninu ru gelatu

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Festa dei morti

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Natale di un tempo

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Carini il paese della manna

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Il Carnevale di una volta

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Roberto Basile

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Vito 'u Panillaru

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Totuccio Aiello

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Il matrimonio di una volta

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La mamma dei Carinesi

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Suor Alessandra

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U’ Zu Ninu ru’gelatu

L’uomo che donò tanti sorrisi ai bambini carinesi

 

Questo mese nel nostro spazio dedicato a coloro che hanno fatto della loro arte e del loro mestiere un fedele bagaglio di viaggio e segno distintivo della propria esistenza, ricordiamo un personaggio che ha fatto la felicità di tante generazioni di bambini carinesi. Stiamo parlando ru “ Zu Ninu ru gelatu “ al secolo Ferranti Antonino, classe 1909. Per chi è nato dagli anni settanta in poi questo nome non dice niente, ma per chi si trova adesso intorno ai quaranta, questo nostro compaesano rappresenta un personaggio indelebile della loro infanzia.

U zu Ninu, sposato con Caterina nel 1935,  aveva un specie di bancarella mobile a pedali con la quale faceva il giro del paese vendendo gelati, con i classici gusti classici quali caffè, nocciola, limone, fragola, torrone. La carretta aveva dei pozzetti in rame, incassati in altri più grandi di legno, dove si riponeva in mezzo il ghiaccio e il sale per mantenere bassa la temperatura, del gelato; non esistendo frigoriferi veniva utilizzata la neve dell’inverno, che veniva conservata  nelle cave di Montagna Longa  sotto terra coperta dalla paglia, che rappresentava un ottimo isolante termico; in  assenza di questa si ricorreva al ghiaccio che veniva prodotto in una fabbrica nei pressi del quartiere San Lorenzo a Palermo.

 

Con questa carretta arrivava perfino nella frazione di Villagrazia, tanto la strada era in discesa e la fatica prodotta non era tanta; al ritorno però, arrivato ai piedi del corso Garibaldi, la salita rappresentava un ostacolo di difficile scalata, quindi l’aiuto dei tanti ragazzini che lo avvicinavano, diventava indispensabile. Con se spesso portava qualcuno dei suoi cinque figli, tra cui Pina, l’unica femmina e fra l’altro la più piccola, che usualmente si sistemava in uno dei pozzetti.

 

Il signor Ferranti aveva una postazione fissa in via Santa Caterina, mentre con  la bancarella mobile era solito fermarsi in via Bandiera. Ma quello del gelataio non era stato l’unico mestiere che aveva svolto, infatti in gioventù era stato il primo ad importare e vendere i  “ tronchetti” americani, ossia le scarpe con la suola doppia in gomma, tipiche dei militari a stelle e strisce, mentre prima della guerra andava in giro vendendo il caffè ( in realtà era un caffè fatto di carrube macinate, infatti il caffè vero e proprio sarebbe arrivato in commercio più tardi).

 

 

U zu Nino terminò di  esercitare il mestiere di gelataio nel 1974, continuando però a vendere caramelle. Si era inventato pure una sorta di lotteria (o meglio “pisca”): sopra il banchetto di vendita veniva poggiato un mazzo di carte siciliane, le classiche 40 carte, e per 10 lire si poteva pescare, per alzata, una carta dal mazzo; se la carta era il sette di denari si vincevano dieci caramelle, altrimenti come consolazione soltanto una caramella. Il sette di denari però usciva solo raramente, visto che u’ Zu Nino aveva escogitato un piccolo espediente per non perdere mai, infatti questa carta aveva i bordi leggermente più piccoli, quindi difficilmente si riusciva a prenderla.

Il nostro mestierante incarnava dunque la vera arte dell’arrangiarsi per il bene della famiglia, in un periodo dove per la fame molti lasciano l’amato paese per cercare miglior fortuna all’estero.

La sua figura rimarrà per sempre tra i ricordi d’ infanzia di molti bambini, oggi uomini maturi, che appena avevano qualche lira in tasca rincorrevano a carritiedda ru’ zu’ Ninu u gelataru.

                                                                       Pino Mignano - Ottobre 2009

Altre foto ru zu Ninu........

   

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