La festa di San Giuseppe

 

 


 Come ogni hanno è stata all' insegna della solidarietà la festa di san Giuseppe: con gli alimenti e generi di prima necessità raccolti grazie alle tavolate, tante famiglie bisognose hanno potuto tirare un pò il fiato. La processione è avvenuta in anticipo ( 16.00 ), per dare spazio ai riti previsti in occasione della Domenica delle Palme. 

Anno 2016

 

 


 

La festa di san Giuseppe è una delle feste popolari di Carini che coinvolge l' intero quartiere. Sino dalle prime ore del 19 marzo, tanti sono i fedeli che recano il proprio personale saluto al santo che troneggia sull' altare maggiore della chiesa sita appunto in via San Giuseppe. Dopo le messe,  a mezzogiorno, si ha la cerimonia della tavolta: una tavola imbadita di tanti cibi precotti e preconfezionati che vengono offerte ai meno abbienti della città. Il rito prevede che tre figuranti, San Giuseppe, la Madonna e i Gesù, bussino per due volte alla porta della tavolata, senza che sia aperto. Solo al terzo tentativo, la porta si apre e la sacra famiglia viene accolta, riverita, e inboccata con assaggi delle varie pietanze. In questa piccola rappresentazione viene rievocato il peregrinare della Sacra Famiglia alla ricerca di un posto per alloggiare. La tavolata un tempo era frutto di una promessa fatta al santo per grazia ricevuta e derano molto numerose quelle allestite a Carini. Questa tradizione si era in parte affievolita ma da un paio di anni, grazie all' impegno di alcune volontarie, si è riscoperta questa bella devozione; devozione che coinvolge pure la scuola elementare G. Falcone che ogni anno oltre alla tavolata organizza anche la " minestra di san Giuseppe". In un grande pentolone vengono cucinate tanti tipi di verdure e legumi, che voi vengono distribuiti a genitori ed alunni.

2015

 

Un tempo tanto attesi erano i giochi che si svolgevano in piazza: " U iocu di pignateddi", vasi con all' interno tanti oggetti, ma anche soldi spicci, farina, uova, che venivano appesi a dei fili tra i balconi della via San Giuseppe e che dovevano essere rotti con un bastone. Il poveretto di turno veniva investito del contenuto, spesso suscitando l' ilarità della grande folla che accorreva all' evento. Subito dopo c'e' " A ' ntinna ": un grosso palo che veniva fissato al suolo e riempito di sapone, con all' apice una benda rossa. Il gioco, nel quali si cimentavano diversi ragazzai del paese, consisteva nel riuscire ad arrivare fino in cima. Una somma in denaro andava a chi ci riusciva per primo.

Alla sera dalla chiesa dedicata al santo usciva il simulacro di san Giuseppe portato in processione lungo le vie della città. Al rientro in chiesa chiudono i festeggiamenti i tradizionali fuochi d' artificio.


 
2014




2013

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