Chiese di Carini

" Sul finire del ' 400 si hanno le prime espressioni d' arte; nel 1492 si ha la costruzione monumentale della chiesa Madre, e tra il '500 e il '600 la costruzione delle chiese del Rosario, del carmine, di San Vincenzo, di San Rocco, dei Cappuccini, con i rispettivi monasteri o conventi e chiostri, arricchite sul finire del '600 e per tutto il '700 da pitture, sculture e stucchi d' altissimo pregio artistico"

( da Carini nell' arte di Vincenzo Badalamenti )


 

La chiesa Madre ( Maria Assunta)

 

 

 La chiesa principale di Carini, detta a “ Matrici “, è la chiesa di Maria Assunta sita nella piazza Duomo. La data di edificazione di questa chiesa, secondo la tradizione, viene fissata al 1492. La chiesa è stata sempre punto di riferimento per la vita della comunità carinese, non solo religioso ma culturale e sociale.

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 La chiesa del Carmine

Secondo le più recenti ricerche storiche i carmelitani si erano già insediati a Carini nel 1563, occupando momentaneamente la chiesa di San Lorenzo e poi quella di san Giuliano (1563); solo in seguito, grazie anche al generoso Barone Vincenzo II La Grua, si inizia la costruzione del nuovo convento in contrada Passo d' Acqua.

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  L' oratorio del SS. Sacramento

 

  

 In seguito ad un rinnovato fervore religioso nasce a Carini intorno  al 1550 la Compagnia del SS. Sacramento con lo scopo di diffondere il culto verso l' eucaristia. Siamo nel periodo del luteranesimo  e mai come adesso si sente il bisogno di riaffermare quei valori e quei principi fondamentali del cattolicesimo. Alla compagnia viene cosi concesso, visto il gran numero di consensi riportato, di costruire un oratorio proprio accanto alla chiesa Madre ( 1567-8). La compagnia oltre a svolgere mansioni inerenti le pratiche religiose svolge anche un ruolo sociale, visto che amministra " le doti di maritaggio ", ossia le doti che grazie al contributo dei fedeli vengono destinati alle fanciulle più indigenti.

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 La chiesa degli Agonizzanti

 

La chiesa sorge accanto al palazzo Marchese, uno dei principali edifici della città, ormai in rovina in seguito ad un crollo avvenuto negli anno 90, il che fa presupporre che la chiesa fosse fatta costruire dai proprietari di quella casa.

Eretta nel XVII secolo è un classico esempio di barocco.

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 La chiesa del Rosario

 

La vecchia Compagnia del Rosario sin  dal 1620, fino all’ultimo dopo guerra ha promosso il culto alla Vergine SS. del Rosario. Dai documenti conservati nell’Archivio della Curia di Mazara del Vallo, esaminati recentemente dal Dott. Giovanni Filingeri risulta che il Vescovo Marco La Cava (1605 – 1626) nella sua Visita Pastorale a Carini insediò la Compagnia del SS.mo Rosario nella Chiesa di S. Mercurio

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Le altre chiese

Il terzo monumentale complesso con grande chiostro all’interno è quello della chiesa di San Vincenzo, collegato con il Convento delle Suore Domenicane (fine XVI sec.); oggi spogliata di molte opere d’arte. Dell’intensa operosità conventuale rimane oggi in Carini, come unica testimonianza, quella delle Suore del Collegio di Maria (XVIII sec.) La chiesa di Santa Caterina, annessa al collegio, è ricca di affreschi di Giuseppe Testa, mentre fra le tele si ammira quella di Santa Caterina, opera di Antonio Manno (1733-1810). Testimonianze d’arte più antiche, si trovano, nelle altre chiese minori. All’inizio del’900 Carini contava ben 20 chiese, fra queste, la chiesa di San Giuliano, detta oggi delle Anime Sante del Purgatorio (dedicata a S. Antonio eremita), fu matrice fino al 1450. Nonostante oggi sia in precarie condizioni, questa chiesetta ebbe un momento di rinnovato splendore nel ‘700, quando si sovrapposero all’antico numerose tele, opere di artisti operanti nel territorio, soprattutto della scuola dei Manno.

Nella chiesa di San Giuseppe si ammira invece una statua lignea del Santo col Bambino del Bagnasco, mentre nella chiesa di Sant’Antonio (XVII sec. ), successivamente dedicata a San Rocco, si apprezza un piccolo atrio dei Padri Conventuali. Alcuni ordini religiosi si avvicendarono nel passato, nella chiesa di San Lorenzo con annesso il convento, oggi trasformato in ospedale, probabilmente la più antica del territorio (XI sec.) La struttura attuale è del 1610, quando i Padri Mercedari, trasferendosi dall'Eremo della Maddalena, vi fissarono la loro stazione. Fu Domenico Jannello ad ottenere una struttura che ampliata divenne l’attuale chiesa, per la quale Ottavio La Grua fece donazione. Nel 1660 la chiesa venne benedetta e consacrata. All’interno troviamo opere del XVIII sec. In sacrestia è custodito un bellissimo Bambinello in legno e tele del XVII sec. Il complesso Villa Belvedere oggi sede del Centro di attività francescane “Padre M. M. Kolbe” dotato fra l’altro di un grande anfiteatro all’aperto e di un auditorium, fu una stazione della via consolare Palermo-Trapani in epoca romana. In epoca normanna divenne villa reale arricchita da fontane, chioschi, boschetti e grotte artificiali. La struttura attuale risale al XVI secolo e si compone di tre plessi: Il castello(oggi deturpato da una costruzione moderna ad esso adiacente), la foresteria e la scuderia. ( fonte Wikipedia )

Chiesa di san Vito in piazza Duomo

 

 

 

Portone d' ingresso della chiesa di Santa Caterina

 

 

 Chiesa dell' Odigitria

 

Facciata della chiesa del Purgatorio

Il terzo monumentale complesso con grande chiostro all’interno è quello della chiesa di San Vincenzo, collegato con il Convento delle Suore Domenicane (fine XVI sec.); oggi spogliata di molte opere d’arte. Dell’intensa operosità conventuale rimane oggi in Carini, come unica testimonianza, quella delle Suore del Collegio di Maria (XVIII sec.) La chiesa di Santa Caterina, annessa al collegio, è ricca di affreschi di Giuseppe Testa, mentre fra le tele si ammira quella di Santa Caterina, opera di Antonio Manno (1733-1810). Testimonianze d’artepiù antiche, si trovano, nelle altre chiese minori. All’inizio del’900 Carini contava ben 20 chiese, fra queste, la chiesa di San Giuliano, detta oggi delle Anime Sante del Purgatorio (dedicata a S. Antonio eremita), fu matrice fino al 1450. Nonostante oggi sia in precarie condizioni, questa chiesetta ebbe un momento di rinnovato splendore nel ‘700, quando si sovrapposero all’antico numerose tele, opere di artisti operanti nel territorio, soprattutto della scuola dei Manno.

 

 Chiesa di san Lorenzo

 

Nella chiesa di San Giuseppe si ammira invece una statua lignea del Santo col Bambino del Bagnasco, mentre nella chiesa di Sant’Antonio (XVII sec. ), successivamente dedicata a San Rocco, si apprezza un piccolo atrio dei Padri Conventuali. Alcuni ordini religiosi si avvicendarono nel passato, nella chiesa di San Lorenzo con annesso il convento, oggi trasformato in ospedale, probabilmente la più antica del territorio (XI sec.) La struttura attuale è del 1610, quando i Padri Mercedari, trasferendosi dall'Eremo della Maddalena, vi fissarono la loro stazione. Fu Domenico Jannello ad ottenere una struttura che ampliata divenne l’attuale chiesa, per la quale Ottavio La Grua fece donazione. Nel 1660 la chiesa venne benedetta e consacrata. All’interno troviamo opere del XVIII sec. In sacrestia è custodito un bellissimo Bambinello in legno e tele del XVII sec.

Chiesa dei Cappuccini.

 

Il complesso Villa Belvedere oggi sede del Centro di attività francescane “Padre M. M. Kolbe” dotato fra l’altro di un grande anfiteatro all’aperto e di un auditorium, fu una stazione della via consolare Palermo-Trapani in epoca romana. In epoca normanna divenne villa reale arricchita da fontane, chioschi, boschetti e grotte artificiali. La struttura attuale risale al XVI secolo e si compone di tre plessi: Il castello(oggi deturpato da una costruzione moderna ad esso adiacente), la foresteria e la scuderia. ( fonte Wikipedia )