| Oratorio S.S. Sacramento | ||
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Chiese Chiesa san Rocco (sant' Antonino)
L' altare con l' affresco dell' ultima cena
Particolare
L' organo
Madonna del Monserrato
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In seguito ad un rinnovato fervore religioso nasce a Carini intorno al 1550 la Compagnia del SS. Sacramento con lo scopo di diffondere il culto verso l' eucaristia. Siamo nel periodo del luteranesimo e mai come adesso si sente il bisogno di riaffermare quei valori e quei principi fondamentali del cattolicesimo. Alla compagnia viene cosi concesso, visto il gran numero di consensi riportato, di costruire un oratorio proprio accanto alla chiesa Madre ( 1567-8). La compagnia oltre a svolgere mansioni inerenti le pratiche religiose svolge anche un ruolo sociale, visto che amministra " le doti di maritaggio ", ossia le doti che grazie al contributo dei fedeli vengono destinati alle fanciulle più indigenti.
L' oratorio del SS. Sacramento è uno dei più bei gioielli della scuola serpottiana : l' esterno , spoglio e privo di qualsiasi elemento decorativo, inganna il turista di passaggio, che invece all' interno si ritrova abbagliato dal candore degli stucchi. Gli artisti migliori furono chiamati per abbellire l' oratorio.
Otto statue poste agli angoli e lungo le pareti esprimono i principi che sono alla base del cattolicesimo: " le virtù della fede, della carità , della speranza, nonché la Grazia e la Chiesa . Le altre decorazioni illustrano invece i misteri eucaristici: il Santissimo che riceve l' adorazione di una belva, l' madorazione della mula per ordine di S. Antonio da Padova, i miracoli si Bolsena, di Torino, di S.Pasquale.Oltre agli stucchi troviamo pure degli affreschi opera dell' artista Giuseppe Velasco: al centro della volta il trionfo dell' Eucaristia , mentre gli altri raffigurano i quattro evangelisti, re e profeti dell' Antico Testamento e figure del sacrificio eucaristico". All’ ingresso troviamo una lavagna di autore ignoto, raffigurante la Madonna del Monserrato mentre nell' altare domina una grande tela dell’ “Ultima Cena” attribuita a Pietro D’Asaro (1579-1647), detto il monocolo di Racalmuto.
Nonostante l' esiguo spazio a disposizione numerose sono le coppie , sopratutto provenienti da Palermo, che scelgono l' oratorio per celebrare il loro matrimonio: la bellezza delle decorazioni e il candore del bianco rende ancora più suggestivo l' evento.
Foto e testi: Pino Mignano Fonte: "Carini nella storia" di V. Badalamenti / "Carini nel cinquecento" di G. Filingeri
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