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Un po’ di storia | |||
| Torre di avvistamento del " Baglio "
Cupola Chiesa Madre
Fontana del chiostro dei Carmelitani
Camapanile chiesa del Carmine -Via R.Pilo |
Carini, vanta una storia millenaria. Prima di arrivare alla posizione
geografica attuale, Hyccara( cosi era chiamata alle origini) sorse nella
zona del “ Piraineto “, lungo la fascia costiera , fondata verosimilmente
dai Sicani. Ben presto divenne punto obbligato di passaggio per le navi del
mediterraneo, utilizzato soprattutto dai Fenici come base per i loro
traffico commerciale. Ma nel 415 a.c. Nicia, chiamato in soccorso da
Selinunte e Segesta nella guerra contro Siracusa, al comando di 5.000
soldati invade e distrugge Hyccara e fa schiavi gli abitanti.
La città allora viene ricostruita più a sud nella odierna zona di “ san Nicola”,dagli abitanti scampati dall’ attacco. Qui Hyccara, grazie alla fertilità della terra si ripopola e diviene ben presto centro agricolo e commerciale. Ma è con la conquista araba prima e con quella normanna poi, che Carini raggiunge il massimo splendore. Alla fine del XI sec. Rodolfo Bonello, ricevuta la baronia di Carini dal conte Ruggero nel 1072, fa costruire un castello, che dalla sua posizione dominava tutto il golfo. Ed è proprio intorno al castello che si sviluppa un primo agglomerato di case, che darà vita all’ attuale Carini. Nel 600 sotto l’ impulso de Barone Vincenzo La Grua, sorgono numerosi chiese e conventi, molti dei quali sono tutt’ ora esistenti e aperti al culto ( la chiesa del Carmine, la chiesa di san Vincenzo, Chiesa del Rosario).
Nel 1800 Carini svolge un ruolo attivo nella lotta contro i borboni. Nel convento dei Carmelitani, divenuto punto di riferimento dei rivoluzionari, si confezionavano armi e munizioni: il 4 aprile 1860 un folto gruppo di Carinesi ( circa 400) partì alla volta di Palermo per dare aiuto agli insorti e in altre diverse occasioni Carini fu sempre pronta a intervenire dando cosi il proprio contributo per l’ unità d’ Italia. Dopo la seconda guerra mondiale, incomincia la lenta espansione edilizia prima verso la parte bassa del paese e poi verso il mare, tanto che quasi si sono annullate le distanza tra le diverse frazioni ( Bivio Foresta, Piraineto, Villagrazia, Agliastrelli). L’ economia dell’ odierna Carini si base prevalentemente sul commercio e sui servizi: quasi del tutto abbandonata l’ agricoltura e l’ allevamento del bestiame, il turismo stenta a decollare ( mancano quasi del tutto le strutture ricettive e ricreative), poche le industrie che riescono ad attecchire, mentre si moltiplicano i centri commerciali. Immagine cartina from: http://www.classitaly.com/comuni/Sicilia/home/carini.html Foto e testi : Pino Mignano Fonte: sito comune di Carini
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